Biografia

Francesco La Monaca (1882 – 1937) fu un artista calabrese di nascita e francese di adozione. Noto nel

periodo della Belle Epoque, venne annoverato tra coloro che guardarono alla scultura impressionista

e alla corrente del fauvismo.

Nato e cresciuto in un ambiente assai modesto come quello di molti suoi coetanei, dopo la scuola si

arruolò nell’esercito per raggiungere poi Napoli e il suo famoso entourage di artisti nei quali spiccava

il Maestro Vincenzo Gemito.

Nel 1903, quando giunse a Parigi, iniziò a lavorare come imbianchino e cameriere, in una città che viveva

un momento ricco di fermenti artistici. I fauves di Henry Matisse e Albert Marquet erano appena

nati. Il cubismo di Picasso era alle porte e Francesco La monaca venne accolto, insieme a Modigliani,

Chagall, Kisling e Picasso, nel Bateau Lavoir di Guillaume Apollinaire e Marie Laurencin.

Nella Ville Lumière, pur mettendo a frutto quanto assimilato all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dimostrò

subito di saper cogliere il nuovo gusto francese, creando motivi decorativi per edifici e negozi,

finché nel 1909 colse l’opportunità di esporre l’opera la Povertà al Salon des Artistes Français.

Nel 1914 mise in mostra l’Ultimo Sforzo e nello stesso anno, l’allora ex regina di Napoli Sofia, gli affidò

l’incarico di plasmare piccole sculture ispirate ai più osannati esponenti del mitico Balletto Russo

di Sergej Diaghilev. Purtroppo lo scoppio della guerra lo costrinse ad interrompere il lavoro con la sola

eccezione della scultura «Effigie della ballerina Karsavina».

Nel 1915 si recò a Londra per rientrare l’anno dopo in Francia. Ebbe una breve collaborazione con

l’Illustration per la quale lavorò come corrispondente di guerra, firmando i suoi disegni con lo pseudonimo

«Lemoine».

Nel 1918, finita la guerra, ordinò una mostra personale alla Galleria «Marigny» di Parigi e cominciò

ad esporre con successo al riaperto Salon des Artistes Français.

La monaca era ormai un’artista affermato. Noto con il diminutivo di Francis, sempre nello stesso anno

effettuò un primo viaggio negli Stati Uniti e a Londra nel 1922, dove alla Fine Art Gallery espose con

enorme successo personaggi eccellenti come l’Arcivescovo di Canterbury, il romanziere George Bernard

Shaw (premio Nobel per la letteratura nel 1925), lo scrittore Riger Haggard, la «Duse» inglese

Sybil Thorndike, il Nobel per la medicina Sir Donald Ross.

All’inizio degli anni trenta eseguì il ritratto ad olio di Emilia Cardona (Signora in pelliccia), opera che

lo distinse nella cerchia della ricca società borghese dell’epoca. Con grande stupore da parte dell’opinione

pubblica, la Signora divenne sua moglie il 4 febbraio 1932, subito dopo la morte del maestro

Giovanni Boldini. Il matrimonio acconsentì a La monaca di accedere ai salotti più prestigiosi e mondani

del periodo, colmo di ricche committenze.

Nel 1934 Francis iniziò a lavorare al monumento tombale per Leonardo da Vinci, opera destinata al

castello di Amboise, ultimata nel 1936. Lo stesso anno veniva espresso dall’associazione della stampa

latina d’Europa e d’America, il desiderio del presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt di

essere ritratto da La Monaca.

Giunto a New York gli vennero tributate accoglienze trionfali e onori di Stato, mentre tutta la stampa

mondiale sottolineò l’evento.

Nel 1937, La Monaca eseguì la sua ultima opera: il ritratto di Miss Katherine Vincent, prima che si

ammalasse di broncopolmonite virale, malattia che lo portò a spegnersi nella notte tra il 4 e il 5 febbraio,

proprio la mattina prima di recarsi alla Casa Bianca per ritrarre il presidente.

Al funerale, tenutosi a Parigi, ricevette onori di Stato e venne salutato da una vera e propria folla di

cittadini nonché da un rilevante numero di politici, artisti e letterati. Fu commemorato sulla stampa di

vari Paesi; lo spirito di tali commenti può essere riassunto da quanto scritto da René Jouglet sul Miroir

du Monde: «Il était et il demeurera, l’un des premiers artistes de notre temps».

Sulla porta dello studio di Neuilly, nei primi anni Settanta, su iniziativa del Sindaco della città, dell’ex

ambasciatore in Italia Gaston Palewski e della Signora Simone Cino Del Duca, è stata collocata una

targa con la seguente scritta: «Ici veçu et travailla – le sculpteur Francis La Monaca – 1882 – 1937».